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l’avv. Lorenzo Iacobbi su: Eredità, come si dividono i beni del defunto quando manca il testamento

Aggiunto il 29 09 2012, in Notizie & Rubriche

Capita spesso che chi muoia non abbia fatto testamento. In questi casi, la legge stabilisce delle regole per dividere i beni del defunto tra i parenti superstiti.

- Se il defunto lascia solo il coniuge e non vi sono figli, spetterà tutto a questi.

L’eredità spetta anche al coniuge separato se a quest’ultimo non sia stata addebitata la separazione nella sentenza di separazione. Ciò ovviamente non vale invece nel caso di coniuge divorziato.

- Se insieme al coniuge, sopravvivono anche dei figli (legittimi, naturali o adottivi), bisogna distinguere:

1) se il figlio è uno solo: una metà dei beni del defunto spetta al coniuge e l’altra metà al figlio;

2) se i figli sono più di uno: 1/3 dell’eredità spetta al coniuge e i residui 2/3 vanno divisi, in parti uguali, tra i figli.

- Se non vi è alcun coniuge superstite e vi sono solo uno o più figli, l’eredità spetta per intero al figlio unico o, in parti uguali, a tutti i figli. Anche in questo caso, nulla spetta a fratelli, sorelle o altri parenti.

- Se non ci sono figli, ma altri discendenti (per es.: i nipoti, ossia i figli dei propri figli), tutta l’eredità spetta, in quote uguali, a questi ultimi.

- Se al defunto sopravvivono il coniuge e/o fratelli/sorelle legittimi (o loro discendenti) e/o genitori e, nello stesso tempo, non vi sono figli (o i figli non sono superstiti), né altri discendenti (come i nipoti): 2/3 dell’eredità vanno al coniuge e 1/3 ai fratelli, sorelle e genitori.

- Se il defunto non lascia coniugi, né figli, né altri discendenti, né fratelli/sorelle, né genitori, ma lascia altri ascendenti (per es. nonni), i suoi beni andranno per metà agli ascendenti della linea paterna e, per l’altra metà, agli ascendenti della linea materna.

Ciò purché si tratti di ascendenti di grado uguale (per es., se rimangono due nonni, uno paterno e uno materno). Se, invece, gli ascendenti siano di grado diverso (un nonno e una bisnonna), eredita solo l’ascendente più prossimo (in questo caso, il nonno).

- Se il defunto lascia solo parenti dal terzo al sesto grado, succedono solo quelli più prossimi (per primi gli zii, poi i cugini, i prozii, ecc.) in quote uguali.

Per es.: l’esistenza di uno zio (considerato parente di terzo grado) esclude dall’eredità i cugini (considerati parenti di quarto grado). Se non ci sono zii, ma solo tre cugini e due prozii, tutti i beni vengono divisi in parti uguali tra i cugini.
– Se non ci sono neanche parenti, tutta l’eredità passa in proprietà allo Stato.
Quando un figlio o un fratello/sorella, cui spetterebbe l’eredità o una quota di eredità, vi rinunci o muoia prima del defunto, la sua quota viene divisa tra i suoi discendenti.

Per es.: se il defunto lascia due figli, Tizio e Caio (ciascuno per una quota del 50%) e Caio rinunci all’eredità (o muoia prima del genitore), la quota di Caio viene divisa tra i figli di Caio medesimo (a ciascuno dei quali andrà quindi il 25% dell’eredità totale).

In ogni caso, non rientrano nell’eredità:

- la pensione di reversibilità, che spetta al coniuge e all’eventuale figlio a carico;

- il TFR, che spetta al coniuge, ai figli e a eventuali parenti entro il terzo grado che fossero a carico del defunto e a eventuali parenti del del coniuge entro il secondo grado, sempre a carico del defunto;

- l’eventuale diritto al risarcimento del danno nel caso in cui il decesso è avvenuto per un atto determinato da responsabilità altrui (per es. un incidente stradale).
fonte: www.laleggepertutti.it

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